Atterriamo a Bangkok per questo ultima tappa delle vacanze del 2019. Una settimana per vivere la città.

L’arrivo

Arriviamo in città, assonnati e frastornati dal lungo viaggio e dalle 6 ore di differenza di fuso orario. Lo Sky Train che parte dall’aeroporto ci porta in 30 minuti in centro città, vicino all’hotel. Usciti dalla stazione ferroviaria, per raggiungerle l’hotel, impieghiamo altri 30 minuti a piedi seguendo il periplo proposto dal maledetto Google Maps. Indosso una camicia ma ne sudo sette per percorrere la distanza che ci separa dalla hall del Top high Airport link hotel. Espletiamo le prime formalità del check in, ma la camera sarà pronta nel pomeriggio. Sono le 9:30, quindi iniziamo a testare le pulsazioni di questa capitale, dirigendoci, non senza un po’ di fatica per comprendere le dinamiche delle metropolitane, verso il fiume Chao Phraya.

C’imbarchiamo su una bagnarola che effettua la linea pubblica lungo il fiume, rivelatasi il mezzo migliore per la visita ai principali monumenti e quartieri storici di Bangkok. Arriviamo al primo punto d’interesse, scriverebbero le guide turistiche. Il WAT ARUM o Tempio della Luce.

Un complesso di templi la cui costruzione principale, a forma di missile (stupa o chedi in lingua locale),, svetta su tutte. Continuiamo attraversando il fiume con una lancia che fa da spola tra le due sponde del fiume. Passeggiamo curiosando per le vie senza una meta definita, ansimando per la calura opprimente, tanto per saggiare quello che ci offrirà la città nei prossimi giorni, prima di rientrare in hotel agognando un poco di riposo dal lungo viaggio e dagli effetti del jet lag. La sera la passiamo nel primo dei mercati notturni che incontriamo vicino all’hotel: il Neon Market.

Lo storico quartiere di Phra Nakhon

Dedichiamo questa giornata al distretto di Phra Nakhon. Se arrivi fino a Bangkok non puoi non fermarti al GRAN PALACE, cioè, si potrebbe pure, ma perché non mescolarsi nello sciame di turisti facendoti rimbalzare delle guardie all’ingresso perché i tuoi polpacci sono scoperti, indossando dei sobri bermuda.

Acquistiamo per 200 baht all’ingresso un paio di pantaloni alla moda di Ali babà e diveniamo subito presentabili per poter accedere al sito reale. Il sito si presenta come un complesso di palazzi e di templi in uno dei quali viene celebrato e venerato il budda di Smeraldo. L’unico tempio aperto al pubblico al cui interno una statua del budda con la testa di giada. Occorre però andare con la mente oltre il mare di turisti che quotidianamente visita il palazzo reale, per immaginare ciò che fu. Oggi si celebrano solo i riti solenni e avvenimenti ufficiali, ma andando pure oltre con la fantasia il sito resta un guscio in cui puoi ammirare solo le costruzioni dall’esterno.

Poco lontano, nel complesso di Wat Pho, il Budda Sdraiato è ad attenderci nella posa raffigurante l’ultima parte della sua vita, quella dell’illuminazione, della morte e del passaggio al Nirvana (a noi sembra dedito all’arte dell’ozio).

Un importante monumento, assolutamente da vedere a Bangkok. Oltre il Buddha Sdraiato, il complesso si sviluppa in una larga area su cui sorgono edifici tutto intorno e dietro al tempio principale. Qui, in uno degli edifici, ha sede la scuola di massaggi Thai, una delle più importati e antiche della Thailandia.

Sempre in zona, la curiosità ci porta verso uno dei market più strani: il market degli amuleti. Lungo il fiume, numerosi venditori di amuleti aspettato gli abitanti che, per propiziarsi la buona sorte in senso lato, cercano tra le bancarelle la giusta protezione da acquistare e da appendere al loro taxi, al loro tuk tuk, da portare al collo, ecc.

Terminiamo la giornata con una serata tra le vie del quartiere a luci rosse di Pat Pong, ormai diventato soft, dove si trova un night market dove poter comprare tarocchi (fake) di tutti i generi: borse, Rolex, penne Montblanc, oltre tutta una serie di pub, centri massaggi e night club.

da Jim Thompson a Chinatown

Altro giorno, altro itinerario. Iniziamo dalla casa museo di Jim Thompson, l’uomo che ha incentivato e fatto conoscere in tutto il mondo la seta thailandese. Una casa composta da sei abitazioni thai originali che Jim ha fatto smontare, trasportare e rimontare sull’appezzamento di terra acquistato quando si è trasferito in Thailandia. Qui tutto è rimasto originale: gli arredi, le opere d’arte all’interno, il giardino. La visita guidata, della durata di circa 1/2 oretta, accompagnerà il turista attraverso la dimora dell’imprenditore statunitense.

Lasciamo la casa di Jim, risaliamo sulla Sky Line BTS per raggiungere nuovamente l’imbarco sul fiume. La Chao Phraya Express, la linea fluviale di Bangkok, è situata presso la fermata di Sathorn (Taskin) della BTS. Da qui, dopo una fermata scendiamo a Chinatown, uno dei quartieri più dinamici, incasinati, rumorosi, puzzolenti e veraci di Bangkok. Dopo aver fatto lo slalom tra le numerose bancarelle dei market a cielo aperto, finiamo ad una delle attrazioni principali del quartiere: il Wat Traimit.

Un tempio buddhista all’interno del quale si erge il Buddha d’oro: un’imponente statua in oro massiccio, salvata da uno dei saccheggi perpetrati dai Birmani. Abbandoniamo Chinatown col proposito di tornarci una sera quando nel quartiere chiudono mercati e negozi, si accendono le insegne e lo street food diventa il protagonista incontrastato.

Montagna d’orata e centri commerciali

Ci svegliamo questa mattina con l’intento di raggiungere la Golden Mountain, WAT SAKET (Phukhao Thong). E’ un tempio risalente all’epoca di Ayutthaya, una delle antiche capitali thailandesi. Sorge a nord dell’isola di Rattanakosin, sopra una collinetta artificiale alta 80 metri. Acquistato il biglietto d’ingresso, saliamo i 344 gradini che porteranno fino alla cima dove c’è un chedi dorato. Giunti in cima si ammira la città a 360 gradi.

Nei pressi del WAT SAKET c’è uno dei monumenti meno conosciuti di Bangkok, ma che ha scritto la storia della città: il forte di Mahakan. Quel che ne resta è un unico bastione bianco che sorge sulle sponde di uno dei canali di Bangkok. Il bastione è anche la porta d’ingresso di uno spettacolare, piccolo quartiere che combatte per la propria sopravvivenza contro la volontà di chi lo vorrebbe abbattere. Qui, nelle vie lungo il canale e ai piedi della montagna dorata, una serie di vecchie case centenarie e i laboratori di falegnameria resistono all’incedere della modernità.

Ripartiamo dal Phanfa Bridge, navigando verso quello che scopriremo essere un altro mercato interessante. Cercavamo la cineseria che produce abbigliamento e l’abbiamo trovata casualmente lungo questo tratto acquatico. Scendiamo dalla barca alla fermata Bobae Market e ci perdiamo in mezzo alle miriadi di bancarelle dell’omonimo mercato all’ingrosso. Ormai la giornata continua tra migliaia di stand nei vari centri commerciali che non mancano certo in questa capitale. Rientriamo al MBK Center, un centro commerciale con oltre 2000 negozi dell’inutile sparpagliati su 7 piani e finiamo la sera all’ASIATIQUE The Riverfront, un night market turistico in riva al fiume Chao Phraya.

Bangkok afosa, puzzolente, attraversata dal fiume limaccioso e sporco, tipico delle città orientali. Una full immersion in questo luogo dove i Bar sono i Templi, dove sotto ogni cupola d’oro si cela un Buddha da venerare. Dove i market guardano verso il cielo, offrendo tutto l’inutile armamentario per il turista bulimico dello shopping ad ogni costo. La città stringe in un abbraccio umido e caloroso, ti strizza tra i suoi centri commerciali patinati, dall’anima asettica della globalizzazione, mentre venditori di cibo da strada resistono alla modernità che ci vuole tutti catalogati. Venditori con i loro precari carretti, offrono l’autenticità di un popolo ormai mescolato, che guarda al futuro ma che fortunatamente ancora resiste. Un pot-pourri di odori e di sapori che accontenta tutti e che funziona, eccome se funziona. Il caos del traffico, dei mercati, della navigazione. Una piacevole scoperta.

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