Puntata precedente.

Ripartiamo finalmente con la speranza di un meteo amico. Lasciamo il luogo delle acque curative Karlovy vary, per riprendere il nostro viaggio alla scoperta dei castelli della Boemia. La regione della Repubblica Ceca dove sorgono numerosi castelli e fortezze, in un paesaggio bucolico unico e tutto da vivere viaggiando in modo lento, se possibile.

Castello di Karlštejn

Il primo che incontriamo lungo la nostra discesa verso Ceske Budejovice, dove faremo tappa, è il castello di Karlstejn. Fortezza che spicca per grandezza e per imponenza, tra tutti quelli che vennero edificati nella zona da Carlo IV di Lussemburgo. Arriviamo al complesso di Karlstein attraversando un ondulata campagna, tra boschi e fattorie, lungo una strada stretta e tortuosa (mi devo arrendere all’uso del navigatore) che ci porta fino alle prime case del paese omonimo. Qui, lasciato il mezzo al parcheggio ben visibile lungo la strada provinciale, iniziamo con pazienza e voglia ginnica, un arrampicata con i mezzi locomotori più antichi (i piedi) di un paio di km fino ad arrivare al cospetto del imponente complesso.

Giunti nella corte castellana ci s’imbatte in tre possibilità di Tour, a seconda degli orari e del costo. Per problemi di tempo scegliamo l’intermedio, un giro guidato alla scoperta del padiglione centrale del complesso.

Optiamo quindi per una visita di un’oretta attraverso alcune stanze del castello, più o meno arredate, più o meno interessanti. Daltronde le fortezze medievali sono sempre spoglie d’arredi ma pregne di storia. Nel primo pomeriggio giunge l’ora di ripartire verso la meta serale di Ceske budejovice. Percorrendo tranquilli la strada maestra, intenti nella nostra “caccia” ai castelli sorti lungo la Moldava, deviamo verso Orlik. Purtroppo scopriamo nostro malgrado che i complessi museali, i castelli in questo caso, chiudono presto e tutti visitabili solo esclusivamente con tour guidati. Alle 17:00 l’ultima visita guidata, mancata per poco, c’impone la visione solo esterna del castello di Orlik.

Ceske Budejovice

Arriviamo quindi con un pò di amaro in bocca a Ceske Budejovice nel tardo pomeriggio. Giusto in tempo per prendere possesso della nostra stanza alla Pension Milton e per rifocillarci con una birra BUD originale seduti nella piazza centrale. Ebbene si, siamo nella cittadina che vanta l’originalità dellla birra BUDVAR in una disputa, a colpi di boccali, con gli statunitensi e la loro BUDWEISER.

Il centro cittadino non ha nulla di particolarmente interessante, se non l’essere una cittadina tranquilla e lontana dalle rotte turistiche che anche in questa zona sono prese d’assalto. La piazza è il luogo più fotografato e frequentato, infatti un aperitivo in piazza, assaporando la tranquillità, non ha prezzo.

Hluboká nad vltavou

I dintorni di Ceske invece offrono tanto, tantissimo. Iniziamo di buon ora dal palazzo di hluboká nad vltavou. Poco lontano, a nord della cittadina ceca a circa una decina di km, è stato edificato un gioiello neo-gotico, dove la famiglia Schwarzenberg gli ha dato l’aspetto attuale. Ci si trova di fronte all’esplosione del romanticismo e della ricchezza degli ambienti magnificamente arredati. Fortunatamente arriviamo presto e ci prenotiamo per la prima visita guidata, altrimenti saremmo stati sommersi dalle folle scaricate dai tour operator che imperserverano nella zona.

Ma la vera perla della zona, è una cittadina sorta lungo la Moldava, quasi ai confini con l’Austria:

Ceske Krumlow

Entriamo nella città dopo aver lasciato la moto nei numerosi parcheggi adibiti ad ospitare altrettati turisti che sciamano per le vie, e noi ci aggiungiamo ad essi. Ben presto capiamo il perchè di cosi tanta gente è qui riunita per una visita. Diventata patrimonio del Unesco nel 1992, percorrendo le stradine tortuose del complesso urbano, ad ogni passo si percepisce e si assapora la storia e la cultura che la impregnano.

Passeggiando per il centro storico ci s’innerpica tra edifici storici e negozi di artigianato locale, raggiungendo il castello che è il secondo piú grande e monumentale complesso della Repubblica Ceca, fino a giungere nei giardini reali per una sosta ristoratrice. La costruzione imponente, sorge su un’ansa della Moldava e abbraccia questa cosmopolita cittadina Ceca di un’atmosfora particolare e romantica, circondata da un paesaggio naturalistico di prim’ordine.

Terminiamo questa parentesi boema, ripartendo verso casa, verso la fine di questa settimana vacanziera con una sosta a Salisburgo. Città Austriaca sempre accogliente e calorosa. Prima però deviamo verso uno dei simboli del male assoluto disceso sulla terra. Uno dei luoghi dove resto sempre dubbioso se meritano una visita o meritano di non essere considerati se non allo smantellamento.

Un luogo in cui percepisci l’idiozia umana che è sempre dietro l’angolo e ben presente. Si capta l’alone di reverenza di molte persone, l’indifferenza di molte altre, intente solo allo sport internazionale del selfie come se non ci fosse un domani. Pochi a meditare su ciò che rappresenta il luogo. Sto parlando e ne ho già parlato troppo, si tratta del nido dell’aquila, per chi non sa cosa sia s’informi, Google sta li apposta.

Lasciamo questo luogo nefasto rimettendoci in viaggio tra le vallate del Tirolo. Dirigiamo le nostre attenzioni verso un’altra disfatta dell’uomo. Saliamo al ghiacciaio del Grosglocker. Chiamarlo ghiacciaio ormai è un’eufemismo. Non c’è praticamente più nulla, solo poche macchie bianche a testimoniare l’autodistruzione che stiamo portando avanti.

Ormai la vacanza è al termine. Riprendiamo la strada verso casa fermandoci una notte a Salisburgo e una ad Auronzo di Cadore. Salisburgo è sempre una ottima e piacevole cittadina circondata dalle alpi. Mentre Auronzo di Cadore non è più come la ricordavo, è quasi un paese fantasma, anche se circondato dalla bellezza delle vette dolomitiche.

Album fotografico completo

Anche questa “avventura” è terminata ma non finisce qui. Questa vacanza bisettimanale, continua al sole e al mare…