Siamo di nuovo qui di ritorno da uno dei nostri tour a battere sui tasti di questa macchina da scrivere del terzo millennio. Questa volta abbiamo toccato una regione a cavallo del confine Bavarese e la Boemia. Un giro veloce di una settimana tra bucolici paesaggi, respirando l’aria pura della Boemia occidentale. Un viaggio toccando le sponde del Danubio e della Moldava. Un viaggio tra i castelli della storia asburgica.

Regesburg (Ratisbona)

Arriviamo a Regesburg nel tardo pomeriggio, infreddoliti e umidi. Dopo un’estate torrida, Il generale inverno poteva aspettare ancora qualche giorno per farsi vivo? Evidentemente no. Regesburg o Ratisbona in italiano, è una delle pochissime città tedesche miracolosamente risparmiate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La sua antica architettura porta il turista lungo un cammino di storia millenaria. Fondata dai Romani, è arrivata fino ad oggi con le sue caratteristiche costruzioni che si sono susseguite negli anni e che hanno dato vità a quello che è oggi la città.

Lo Steinerne Brücke (“ponte di pietra”), collega le sponde del Danudio che attraversa la città. Costruito tra il 1135 e il 1146 e ritenuto dai superstiziosi un’opera del diavolo. Le dicerie sostengono che abbia aiutato il costruttore del ponte in cambio delle prime tre anime che lo avessero attraversato ma egli lo ingannò facendo passare un cane, una lepre ed una gallina. Il ponte restò a lungo l’unico ponte sul Danubio e per centinaia di anni lunico attraversamento della città e della regione.

All’inizio del ponte, o alla fine, dipende da che parte ci si arriva, troviamo la Wurstküche, un antico locale dove vengono cotte alla griglia le salsicce e i Wurstel. Ancora originale, ancora in attività, il più antico ristorante al mondo in attività dal 1145 dc.

Tutto il centro di Ratisbona merita un paio di giorni di permanenza. Ed ecco che il giorno seguente il nostro arrivo, facciamo una gita sulle acque del Danubio dirigendoci verso l’ Abbazia di Weltenburg.

Dopo essermi fatto rapinare pagando il parcheggio sotterraneo dell’Hotel 30 euro per una notte, raggiungiamo di buon ora la cittadina di Kelheim. La base per le partenze dei tour lungo in Danubio dove a bordo di battelli preposti, si naviga per mezz’oretta circa, lentamente e in modo sonnolento, attaverso le gole formate dal fiume in millenni d’incessante lavoro erosivo delle acque. Essi ti conducono al molo dell’abbazia.

L’abbazia di Weltenburg è il monastero più antico della Baviera ed è famosa per la sua birra. I monaci producono la bevanda qui dal 1050 e tutt’ora un punto di riferimento per le ugole secche della zona bavarese, e noi chi siamo per farci mancare una zuppa e un boccale di birra all’ora consona, segnata dal battacchio della campana della chiesa monacale?

L’unica parte visitabile dell’abbazia però, è la chiesa. Un’esempio sfarzoso dell’epoca in cui l’arte rococò-barocco era l’espressione massima e tipica del tempo in cui s’ inneggiavano sfarzi e ricchezze.

Album fotografico di Regensburg

Karlovy vary

Lasciamo la Germania per dirigerci verso la Repubblica Ceca. Sotto le cateratte di Poseidone, giungiamo bagnati fradici a Karlovy vary. Oltre Praga c’è di più. La Republica Ceca offre spettacolari città come questa località termale sorta ad ovest della capitale Praga. Appena entrati in città, sebbene la pioggia non ci sia amica, essa si presenta come una festa per lo sguardo. La sua architettura sbalordisce. La quasi totalità degli edifici sono eretti secondo lo stile dell’Art-Nuveau e mantenuti da facoltosi impenditori russi che han fatto del luogo la loro SPA personale, visto la quantità di cirillici con le gambe in giro per le strade.

Abbiamo solo un giorno di tempo, direi mezzo giorno, dato che ormai è passato il mezzodì, per visitare Karlovy Vary (l’indomani ripartiremo). Ci buttiamo subito nelle sue strade a passeggiare sotto i magnifici colonnati, che la caratterizzano e le facciate austere degli edifici che fanno da cornice la viale principale che accompagna il turista lungo la visita termale.

Se sei qui è “obbligatorio” acquistare una tazza in porcellana per sorseggiare l’acqua solforosa che dovrebbe guarire tutti i mali del corpo e che sgorga dalle molteplici fontanelle dislocate lungo e sotto i colonnati. Acque termali che sprizzano benessere a diverse temperature. Si va dai 30 gradi ai 75 gradi della più calda sorgente di Vřídlo. Insomma è come bere tè, senza tè. Camomilla senza camomilla. Acqua calda, quella, che di solito metti nella boule…

E mentre ci si disseta attendendo il miracolo gastrico con l’ acqua solforosa si può, anzi, si deve perchè buonissime, accompagnare la bevanda virtuosa con le classiche e superlative cialde di Karlovy Vary, i wafer delle terme. Il passeggio prosegue lungo il fiume che divide la città, sotto i colonnati tra una fontana e l’altra, fino ad arrivare nel luogo forse più famoso della città. Il simbolo di Karlovy Vary, dove si può ammirare una fontana che zampilla continuamente raggiungendo un’altezza di ben 14 metri. E’ il luogo dove è possibile bere la famosa acqua curativa del Vřídlo.

Purtroppo il tempo tiranno e il meteo, non permettono di godere appieno il luogo che comunque ci rimarra impresso come una favola resta impressa nella mente dei bambini e nelle reni come una benedizione aiurvedica.

Continua…

Album Fotografico di Karlovy vary