Nella puntata precedente: verso-malta-vol-2 ci siamo lasciati spiaggiare a Pozzallo per una giornata e una serata di relax.

Oggi si riparte. Caricati armi e bagagli ci imbarchiamo sul traghetto che ci porta a La Valletta. Poco più di due ore e l’arrivo nel porto Maltese ha da subito un sapore di altri tempi. Arrivare attraccando nei porti, dopo un viaggio lento è qualcosa che ha un’altro sapore. Un gusto antico di vivere, di storie di marinai, veri viaggiatori nei secoli. Non c’è gara con gli asettici e tutti uguali aeroporti.

La Valletta

Entriamo in porto e velocemente usciamo alla ricerca del nostro Resort. Qui guidano tutti contromano. Auto e motorini dalla parte sbagliata della carreggiata. Massima attenzione e concentrazione quindi, prima di entrare in moto nel parabrezza a far visita a qualche Maltese :). La Valletta la prima sera si presenta tranquilla e sorniona. Poca gente, pochi turisti. La rete capillare di mezzi pubblici ci porta nel centro della città in poco tempo, rispetto a dove abbiamo dimora.. Ma anche se siamo a latitudini più africane che nordiche, qui i ritmi sono quelli londinesi. Si cena con le galline e si va a dormire quando il gallo canta la dipartita del sole. Anche i mezzi pubblici non vanno oltre le 22:30.

Utilizziamo il secondo giorno di permanenza sull’isola per esplorare un pò i dintorni. Daltronde Malta è grossa come il tappo di una bottiglia di Birra. Sfidando autisti contromano e strade che sono poco più di mulattiere con un pò d’asfalto buttato sopra e seguendo le solite guide, giungiamo a parcheggiare la moto a Mdina. L’antica capitale di Malta che ancora oggi si conserva intatta.

Mdina
Il duomo di Mdina

Detta anche la “città Silenziosa” passeggiare tra i suoi vicoli, dopo aver attraversato le austere mura Arabe, segna la cifra del perchè del soprannome. Il silenzio e la pace tra gli antichi palazzi è il rumore più assordante che si capta in città.

Poco lontano le ennesime catacombe di questa vacanza. A pochi passi dal centro di Mdina, il complesso museale delle catacombe di San Giovanni ci proiettano nuovamente sotto terra , tra cuniculi e tombe. Ok la visita di una, va bene la seconda, ma dopo la terza…i cabasisi iniziano a strisciare.

Ripartiamo da Mdina, sistemando i gioielli, per proseguire seguendo le indicazioni di tutte le guide mondiali del turismo galattico. Esse ci Indirizzano verso una delle più belle spiaggia di Malta (dicono loro) la Golden Bay. Dopo aver maledetto il dio protettore delle strade e delle crocevie, arriviamo in un fazzoletto di sabbia sovrapopolato, dai più. E qui tocca maledire il dio protettore delle coste. L’acqua del mare ha un aspetto da minestrone della valle degli orti che quasi rimpiango la costa adriatica. Una menzione speciale al dio Poseidone e quindi dovuta. E’ un luogo talmente bello che non mi vien voglia di fare manco una foto… Ma il caldo è tale che però non vien voglia nemmeno di cercare altro. Meglio un minestrone oggi che un’ustione di 3° grado alle gambe e braccia. 🙂

Sulla strada di Malta

Il terzo e ultimo giorno di permanenza sull’isola, molliamo la moto all’hotel e ci muoviamo con la rete di bus. Malta è talmente piccola che in poco tempo si possono raggiungere tutte le località dell’isola. La mattina la passiamo ad ammirare quello che a mio parere è il meglio della capitale. La cattedrale di San Giovanni, una chiesa, un gioiello barocco e dell’arte in generale. 

In essa si trovano dei capolavori donati dai Grandi Maestri e dai cavalieri che negli anni hanno contribuito a realizzare quella che oggi possiamo ammirare stupendoci con il naso rivolto verso l’alto guardando la volta. Lo sguardo fisso nelle numerose cappelle degli ordini templari del mondo. Se poi lo sguardo lo volgiamo a terra, ci troviamo a camminare su un pavimento lastricato da innumerevoli lapidi e pietre tombali. Una delle quali trova riposo colui a cui è stato dato il compito di affrescare tale meraviglia, Mattia Preti, già allievo del Caravaggio. Ma è con Michelangelo che culmina la bellezza del luogo. Nell’Oratorio, che ospita altri tre capolavori del Preti, messi in secondo piano però, dalla Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio del 1608, unico dipinto dell’artista autografato, la cui firma è leggibile sotto il collo del Battista, e l’altra tela del Merisi, San Girolamo scrivente, che oggi si trova anch esso qui, ma originariamente faceva parte della cappella d’Italia.

La nostra visita della Valletta prosegue con il palazzo del Gran Maestro. Oggi ospita l’ufficio del Presidente di Malta, che vediamo transitare proprio quando ci siamo noi, mentre molto più interessante è l’armeria. Una collezione di armi e armature di pregio, appartenute ai Gran Maestri e a vari cavalieri che han fatto la storia di Malta.

La visita della Valletta per ora termina qui. Ci spostiamo verso un’altro gioiello di punta (dice la Guida) di Malta. Marsaxlokk, tipica localita di pescatori caratterizzata da barchette variopinte (dice la Guida). Dopo un pò di pisolo sul bus con aria condizionata, che accarezza le gote, arriviamo in questo borgo. In effetti qua e la, le barchette colorate ci sono anche, e usando lo zoom si possono fotografare, ma se usiamo il grand’angolo, entrano a far parte della scena gassificatori, ciminiere, gru, navi porta gas e petroliere. Meglio cercare di soddisfare il palato.

Dopo un pranzetto a base di pesce, neanche troppo buono, forse abbiamo sbagliato il posto di ristoro, molliamo il ridente paesino di pescatori per rientrare al resort per un pò di relax in quel brodo bollente della piscina. Trascorriamo l’ultima serata passeggiando nuovamente per la solita via del centro, cenando con la prelibatezza di Malta: il Lapin, piatto tipico della cucina Maltese e con un ultima puntata alla Upper Barrakka Gardens, una sorta di giardini pensili che offrono una bella vista su Malta e le tre città..

Album fotografico di Malta

La parentesi Maltese termina qui, per ora, ma mooolto probabilmente anche per il futuro…. 🙂 All’alba lasciamo l’isola, giro di boa del on the road, effettuato, inizia in rientro. Prosegue…