Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…. 

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Cosi Manzoni apriva il suo Promessi Sposi, cosi noi iniziamo il week end appena trascorso lungo quel ramo del lago Come che va la Lecco fino a Piona. Ci si avvia a festeggiare il compleanno di Maurizia, ultima discendente (dice lei e gli araldici) di colui che ha realizzato all’interno dell’abbazia cistercense di Piona,  nel 1252, l’opera artistica di maggior risalto: il chiostro. Ser Bonacorso De Canova di Gravedona.

 

Abbazia Di Piona

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Essa sorge sull’estremità di un promontorio dell’Olgiasca che degrada fino a formare una penisola nel lago. L’abbazia si presenta alla fine di una strada acciottolata lunga quasi 2 km dalla frazione dell’Olgiasca, in cui abbiamo trovato un ottimo hotel confortevole e tranquillo, con un arredamento Kitsch divertente.

Dopo aver parcheggiato nei pressi dell’ingresso, si attraversa il cortile che porta al vero nucleo principale, la chiesa di San Nicola. L’architettura romanica dimostra che il complesso affonda le sue radici in un periodo nebbioso e dubbioso, sulle intenzioni della sua funzione. Lasciata per anni in stato d’abbandono, per la partenza dei monaci a causa di carestie e fondi di sopravvivenza, l’abbazia ha avuto diversi altri usi più profani. Magazzini, fienili ecc. ecc.

Sulla destra alla chiesa principale si entra nel Chiostro, che è l’altro piccolo gioiello del sito. Qui si trovano più certezze certificate. Due lapidi testimoniano le origini della sua realizzazione. Costruito nel 1252 per iniziativa del Priore Bonaccorso da Canova di Gravedona colui il quale ha dato vita all’attuale chiostro.

Essendo un’abbazia Cistercense, non possono certo mancare i prodotti realizzati esclusivamente dai monaci e dalle suore di clausura che ne risiedono. Liquori, biscotti e prodotti per la cura sia del corpo che dell’anima.

Proseguiamo la nostra Compleweek con uno struscio a Colico, tra furgoncini di Street food e bancarelle varie, prima di arrivare a cena in un’osteria in compagnia di orsi e lupi poco lontano dal Colico. Ristorante Osteria Robustello, una fatica a trovarlo e sopratutto a raggiungerlo con 400 kg di moto, ma ne è valsa sicuramente la pena.

Il secondo giorno proseguiamo la scoperta dei dintorni. Prima tappa il forte di Fuentes

Forte di Fuentes

Un edificio spagnolo che sorge poco lontano da Colico. Più precisamente sul Monticciolo di Colico. Il forte o meglio, ciò che resta del forte. Una testimonianza della denominazione spagnola, i cui riferimenti si ritrovano nel periodo descritto nei Promessi Sposi di Manzoni.

Lasciate le testimonianze militari, scendiamo verso sud, verso Lecco, verso casa. Prima di rincasare però facciamo una tappa a Baveno. Qui la natura ha dato origine all’Orrido di Baveno.

Orrido di Baveno

Spaccatura naturale che si è formata più di 15 milioni di anni addietro. L’erosione delle acque del torrente Pioverna ha scolpito il fondovalle fin al punto di realizzare naturalmente con la sua forza il solco profondo che possiamo vedere oggi.

Album fotografico completo

Anche questo week end possiamo metterlo nelle pagine della nostra storia. Il primo vero caldo stagionale, cosi come calorose sono trascorse queste ore, in piacevole compagnia. Alla prossima….