Petra

Martedì. Lungo trasferimento da Madaba verso il sito per eccellenza della Giordania. Prima di raggiungere il nostro Hotel per lasciare le vettovaglie, scorgo e seguo un cartello con indicazione turistica di un Castello. Svoltiamo e iniziamo a seguire una strada impervia che snodandosi attraverso i Wadi ci conduce presso l’ennesima fortezza araba, la Fortezza di Shobak.

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Passiamo un’oretta piacevole tra le sue rovine per poi avviarci, definitivamente all’hotel di Wadi Musa, dove espletiamo velocemente le formalità e ci fiondiamo già nel primo pomeriggio al Sito Archeologico di Petra. Subito un antipasto di quello che ci riserverà il domani.

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Dopo mezz’ora di cammino lungo il canyon che separa l’entrata, arriviamo al famoso e tuttora misterioso, Tesoro di Petra. Una facciata che ricorda una cattedrale scavata interamente nella roccia. Ma il sito non è solo questo, il sito è un immenso agglomerato di meraviglie. I Nabatei dopo aver scalzato gli Edoniti, hanno portato alla magnificenza facendo diventare la capitale del loro impero. Il tesoro, Khazinè al-Firawen però è soltanto l’inizio della scoperta del luogo.

Camminando lungo la valle, la scoperta continua: dal teatro alle tombe fatte scavare dei romani. Ai templi e alle varie nicchie e case rupestri del centro. Fino ad arrivare a ciò che forse è il più emozionante e imponente monumento. Dopo 4 ore di cammino dall’ ingresso e dopo essersi inerpicati per più di 800 gradini scavati nella roccia, si arriva al monastero.

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Una scalata e una camminata tra le varie epoche che i sono succedute in questo luogo, abbandonato improvvisamente. Si parte degli Edoniti, passando ai Nabatei, dai romani ai bizantini, al periodo medievale, e infine ai nostri giorni di turismo compulsivo.

Album fotografico di Petra

Wadi Rum

Finita la parentesi archeo-culturale, passiamo a immergerci totalmente nella natura e dentro ciò che è stata grado di creare. Arriviamo all’ingresso del parco nazionale del Wadi Rum, il deserto famoso nel mondo per essere uno tra più belli. Ci troviamo, non senza difficoltà, con la nostra guida Abdul. Egli prima ci accompagnerà a casa sua per un tè, conosciamo la sua famiglia, e dopo aver parcheggiato l’auto nel suo giardino, partiamo per con un fuoristrada scassatissimo, seduti su panchette improvvisate nel cassone, addentrandoci nel deserto.

All’aria aperta, al sole e al vento, ci si percorrono le piste battute in questa distesa di sabbia rossa. Circondati da mastodontiche rocce che s’innalzano imponenti verso il cielo azzurro, lindo, senza smog. Siamo sul fondo di un mare antico. In antichità appunto qui le acque ricoprivamo tutto. Dopo il loro ritiro possimamo ammirare ciò che hanno lasciato, plasmato con la loro forza.

Questo è uno di quei luoghi amati dagli archeologi per la facilità con cui si riescono a trovare fossili di fauna e flora marina. La magnificenza del luogo lascia senza parole. Le immagini che registrano le nostre iridi sono uniche, e non riescono ad essere valorizzate con gli obiettivi delle macchine fotografiche. È come essere su Marte, non a caso qui hanno girato Mission to Mars. La Natura emoziona, è in grado di emozionare a tal punto che non compete nemmeno con le opere umane. È al di sopra delle parti, è fuori concorso.

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Le formazioni rocciose, gli archi, le rocce, gli altipiani modellati da millenni di lavoro incessante degli eventi atmosferici ci hanno rilasciato un luogo di una magia unica. Un luogo che apre la mente mentre noi chinati su tecnologie alienanti la asfissiamo.

Dopo una notte passata cenando e dormendo nel campo Beduino, ripartiamo per il nord, verso Madaba, fermandoci a metà strada visitando l’ultima fortezza del nostro viaggio, lasciando stare il mar morto che non ci ha entusiasmato. Daltronde non esendo mai legati da guide, tour organizzati ecc ecc. facciamo e vediamo quello che meglio ci va….

Album Fotografico del Wadi Rum

 

Al prossimo viaggio, il conto alla rovescia è iniziato….