Anche le vacanze estive sono andate, finite, bruciate. In questa rovente estate del 2018 abbiamo messo le ruote della moto verso la terra dei vichinghi, la Norvegia. Terra che ha dato i natali a genti di sostanza, che con grugniti e corna in testa ha varcato i confini oceanici navigando su gusci di noci, mettendo piede, ancor prima del nostro concittadino Colombo, nella terra americana. Pochi i segni lasciati dai “barbari” in questa terra di morene glaciali che han creato i fiordi. Oggi possiamo ammirare la maestosità della natura, dove mare e montagne si uniscono in un matrimonio perfetto. Tranquillità e rilassatezza qui sono ovunque, a volte anche troppo.

Partiamo come il solito in sella alla nostra oramai collaudata Harley Davidson. Prima di arrivare in terra norvegese, dobbiamo attraversare tutta una noiosissima autostrada Germanica, complicata e faticosa per via dei lavori stradali. Una sosta, il primo giorno, a Fulda, carina cittadina ma nulla di più che un buon punto per riposarsi. Il Palazzo e i suoi giardini sono l’attrattiva principale.

Album fotografico di Fulda

Un’altra sosta il secondo giorno a Lubecca, che si rivela un’ottima cittadina, solare e vivace.

Lubecca_002

Ottima fermata per ammirarne le architetture luterane e medievali, nonché musei all’aperto: due dei vicoli dell’antica Lubecca con casette in legno e giardini curati dalle persone che le abitano.

Album fotografico di Lubecca

Il terzo giorno un tempo qualche d’uno ordinò alla terra di produrre erbe e frutti. Noi invece arriviamo a Oslo e, dopo 2000 km, ci meritiamo un giorno intero senza poggiare le terga sulla sella della moto. Siamo in Norvegia, nella sua capitale. Città a misura d’uomo: pochissime auto, persone che camminano per spostarsi dal punto A al punto B, tranquilla, rilassata e… caldaaaaaaaaaaa (33°)!!!!

Oslo_026

Eggià, sebbene siamo a meridiani nordici, sembra di stare nella brace. Oslo moderna, Oslo multiculturale, Oslo capitale della civiltà. Sarà forse la prima città a essere senza auto, nel 2019, chissà. Essendo a Oslo non possiamo perdere il museo vichingo. Una delle pochissime, se non l’unica, possibilità di vedere reperti unici e rarissimi. Tre navi vichinghe che si sono salvate, più o meno integre e in buone condizioni.

Entriamo poi nel museo Folk. Una sorta di enorme villaggio dove sono rappresentati gli usi e i costumi di tutta la Norvegia del passato remoto e recente. Case, baite, fienili, distributori, smontati dai luoghi d’origine e rimontati per permettere ai turisti un viaggio attraverso il tempo, in quella che è stata la storia norvegese.

Anche solo passeggiare per le vie della città e lungo la costa è un’attività rilassante, rimirandone l’architettura e l’armonia con cui si amalgama con l’ambiente. Una città in costruzione, una città ancora tutta in divenire con uno sguardo sempre puntato sul futuro.

Album Fotografico di Oslo

Il viaggio prosegue e, dopo una giornata faticosa per il traffico dovuto ad innumerevoli lavori stradali, arriviamo a Trondheim.

Trondheim_004

Sorta sul omonimo fiordo, fu l’antica capitale fino al 1200 circa. Peccato esserci arrivati tardi. Ciò non ci toglie la voglia di passeggiare attraverso i canali e le case colorate affacciate su essi. Il livemotiv di questa vacanza è la tranquillità che infondono gli abitanti e i luoghi. Anche Trondheim non delude su questo fronte.

Album fotografico di Trondheim

Siamo al giro di boa, ora ridiscendiamo verso sud, verso Ålesund. Percorriamo uno degli orgogli dell’ingegneria norvegese: l’Atlantic Road (Atlanterhavsveien, Strada sull’Aatlantico). Una strada di otto chilometri che attraversa isolotti e scogli affacciati sull’Oceano Atlantico, costruita tra le cittadine di Molde e Kristiandsund.

Una delle mitiche strade che tutti i motociclisti dovrebbero percorrere almeno una volta nella vita. Tra uno scorcio sui fiordi e un traghetto per attraversarlo, seguiamo le indicazioni della strada statale E35 che ci porterà ad Ålesund: un gioiello affacciato sull’Atlantico con alle spalle l’imponenza delle montagne.

Da qui partono i fiordi più belli di tutta la regione. Il Geringeirangerfjord è patrimonio dell’Unesco per la sua bellezza. Per arrivarci, in questa giornata di goduria motociclistica, costeggiamo il Romsdalsfjorden in direzione Andalsnes per poi deviare verso la prima meraviglia, altra mitica strada che s’inerpica sulle montagne della leggenda: il Trollvegen (la scala dei Troll).

Ci gustiamo il panorama, i classici negozietti di souvenir e l’aria frizzante, poi ci si dirige verso il Geringeirangerfjord. Lo spettacolo che ci si ritrova davanti, dietro ogni curva, dopo ogni galleria merita di essere arrivati fin qui.

In questo luogo di leggende e di uomini leggendari sembra di percorrere i giardini del Valhalla che si uniscono con il mondo del sommerso. Ci si sente piccoli al cospetto di cotanta imponenza mentre Odino, dall’alto della sua magnificenza, ci ricorda di quanto siamo solo ospiti.

Album fotografico di Alesund

Lasciamoci Ålesund alle spalle. Puntiamo quindi verso Bergen saltando da un traghetto all’altro. Costeggiamo fiordi sempre seguendo la E39. Un’infinità di camper e di moto. I limiti stringenti dilatano i tempi, sebbene le distanze non siano abissali. Arriviamo comunque a Bergen prima del previsto e ,dopo aver trovato l’hotel in una zona tranquilla, ci avviamo nel centro della seconda città per grandezza della Norvegia.

Ci avviamo al vecchio porto, il Bryggen, con le sue casette colorate e i magazzini che ospitano oggi le maggiori attrazioni e attività turistiche della città. Anche qui non può mancare la quotidiana nave da crociera attraccata al porto, da cui sciami di turisti vengono a farsi salassare al mercato del pesce. Un “finto mercato” molto turistico e gestito principalmente da italiani e spagnoli che, oltre ad offrire pesce, promette di sfamarti con portate da re… a prezzi da re, seduti su tavoli da sagra paesana. Bergen è una mezza delusione. Dopo aver vissuto Ålesund percepisco che la zona più bella ormai è andata. Qui tutto ruota intorno al Bryggen e poco altro. Una crociera da 60 euro e tre ore di tempo ci porta in un insignificante fiordo a nord di Bergen. Una salita con la funicolare panoramica sul monte Uliken per ammirare dall’alto Bergen. E una passeggiata tra le vie meno affollate di turisti tra un murales e l’altro. Una crociera da 60 euro a testa e tre ore di tempo, che ci porta un insignificante fiordo a nord di Bergen. Una salita con la funicolare panoramica sul monte Uliken per ammirare dall’alto Bergen.

E una passeggiata tra le vie meno affollate di turisti tra un murales e l’altro Il resto lo lasciamo volentieri ai fruitori dei centri commerciali galleggianti.

Album fotografico di Bergen

Ripartiamo da Bergen con una leggera pioggerella per arrivare a Stavanger, sempre seguendo la E35. Il paesaggio cambia radicalmente: foreste sempre più rade lasciano il posto a rocce nude e prive di vegetazione. I fiordi sono meno maestosi ma già da Bergen, man mano che si viaggia verso sud, se ne ha la percezione. Arriviamo quindi a Stavanger, capitale petrolifera della Norvegia. Una nota positiva e interessante è il museo del petrolio (Norwegian Petroleum Museum).

In questi paesi, non avendo quasi nulla da mostrare se non la loro naturale collocazione, se la inventano: il glam antico fatto di casette di legno, la cattedrale.

Il tempo bigio ci fa desistere dall’andare al Lysenfjord. Ci dedichiamo all’ennesima zuppa di pesce. Il suo odore permane insinuandosi inesorabile per buona parte del porto. I plafond delle carte di credito sono ormai agli sgoccioli. I soliti moli sui fiordi, la solita nave da crociera che innervosisce e offusca l’orizzonte. Forse è giunto il momento di lasciare ‘sto paese per un po’ di calore latino.

Album fotografico di Stavanger

Ultimo giorno in Norvegia. Lo passiamo a Kristiansand dove, oltre alla solita nave da crociera, questa volta italiana (sembra di stare in corso Vittorio Emanuele a Milano), ci sembra il luogo giusto per fermarsi prima di traghettare di buon ora verso la Danimarca.

Album fotografico di Kristiansand

Riprendiamo la discesa: prima tappa Amburgo, seconda tappa Bamberga. La Germania è come la nonna, una vecchia accondiscendente e calorosamente accogliente. Di lei ti puoi fidare e non ti deluderà mai. Bamberga è un gran bel posto.

 

Questo gioiello, che non a caso fa anche parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco già dal 1993, è stato risparmiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, arrivando integro in tutta la sua bellezza. Bamberga la capitale della birra. Oggi si contano 11 birrerie rimaste sulle 76 originarie che qui curavano cotte e bollivano luppoli.

Album fotografico di Bamberga

Vacanza finita, siamo rientrati a Milano. Ne è valsa la pena arrivare fin lassù? Si, per certi versi vale sempre la pena vedere un posto nuovo, almeno una volta nella vita per poi poter dire si, no, non lo so. Ed è valsa la pena vedere la zona di Trondheim e Alesund. Ma una cosa è certa, sarà l’eta che avanza, sarà quel che sarà, ma dopo il 5 fiordo, la 20 casetta di legno colorata, il 100 molo con annessa barchetta… e sticazzzzziiiiii….. 🙂 🙂 🙂

Ma mai dire mai, la prossima volta sarà fino in cima, capo nord… o forse no.