…Puntata precedente…

E’ arrivato anche questa volta il momento del giro di boa. Dopo aver toccato la parte alta del golfo di Biscaglia, rientriamo attraversando il massiccio centrale francese in direzione Limoges. Freddo, freddo, freddissimo senza il giusto abbigliamento. I mille metri sul livello del mare della Francia centrale si fanno sentire tutti nelle ossa. Stringiamo i denti, serriamo le chiappe e dopo una lunga attraversata per le lande ondulate, della patria dei cugini transalpini anche un pò noiose, arriviamo a Limoges.

Limoges

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Cittadina che sorge nella parte centro-occidentale della Francia. Monumenti da segnalare: poco o nulla. La città vecchia si riduce ad un pugno di case a graticcio intorno alla cattedrale in cui le vetrate sono forse l’unica attrattiva pregevole. Per il resto la cittadina assonnata e noiosa, ci propone soltanto di fare una siesta pomeridiana. La sera invece la città esplode.

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Le sue strade vengono chiuse al traffico e, ad ogni angolo, ad ogni locale, in ogni piazza; musica, concerti gruppi musicali e dj set. Le vie si riempiono di gente pronte a far festa.

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Tutta la popolazione di Limoges si riversa per strada invadendo l’agglomerato urbano. Una festa cosi grande per tutta la città non l’avevo mai vista ne vissuta. Bravi, la nostra fermata non è stata vana.

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Riprendiamo la strada verso casa. Dopo aver consultato Booking decidiamo una sosta di due notti a Chambery, capitale della Savoia, non che residenza che ha dato i Natali alla nostra monarchia.

Chambery

Una piccola cittadina che si fa apprezzare per la sua architettura. Perdersi per le vie del centro passando tra una galleria e l’altra attraverso le antiche case è lo sport più in voga. Bere un aperitivo nella lunga piazza centrale, che in realtà sembra un lungo corso. Dare uno sguardo veloce al castello e residenza di un tempo dei Savoia, ora sede della prefettura, quindi non visitabile.

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Un teatro costruito come la brutta copia della Scala di Milano. Oppure attraversare i portici copiati da Torino. Insomma una sorta di fake voluto dai Savoia. Prò ha un suo perchè anche lei. Tranquilla e sorniona, lontana dal caos offre pochi ma ottimi ristoranti e una tranquillità da assaporare.

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Poco lontano sorge Annecy. Il mattino con tutta calma ci avviamo in quella che viene giustamente chiamata la venezia della Savoia. Il suo grazioso centro, percorso da innumerevoli corsi d’acqua che alimentati dal vicino lago, rinfrescano e caratterizzano il luogo.

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Dal porto sul lago partono numerosi battelli, motoscafi e, se volete sgranchirvi le gambe, pedalò. Non possiamo quindi farci mancare il solito giro in battello sul lago, che però è abbastanza soporifero, di una noia mortale direi. Se proprio non riuscite a resistere alla tentazione scegliete il tour di un ora.

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La vacanza volge cosi al termine. Ultima cena a Chambery presso il ristorante Le Savoiard, consigliatissimo. Vacanza finita, si rientra a Milano in attesa della prossima partenza. Per questo mese la sindrome di Wanderlust è stata messa in sicurezza.

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